Azioni Kering – il proprietario di Gucci tornerà a brillare in Borsa?

Azioni Kering Il Proprietario di Gucci Riconquisterà lo Splendore in Borsa
fot. gucci.com

Si può davvero perdere una fortuna investendo nel lusso che non passa mai di moda?

Le azioni Kering sono probabilmente uno degli esempi più folli di quanto il mercato possa być nieprzewidywalny. L’azienda dietro Gucci, Saint Laurent e Bottega Veneta – marchi che evocano lusso assoluto e stabilità.

Eppure l’andamento delle sue azioni ricorda più un giro sulle montagne russe. Dai record di 750 € sono scese fino a soli 220 €, per poi risalire a 284 €. Non si tratta delle oscillazioni di una qualunque società tecnologica quotata a Varsavia. Parliamo di un colosso della moda con boutique in ogni capitale del mondo.

Lusso in passerella: prime impressioni

Curiosamente, tutta questa variabilità dipende in gran parte da un unico marchio. Gucci genera circa il 50-60% dei ricavi totali di Kering. Se Gucci attraversa una buona stagione, tutto il gruppo brilla. Se invece va male, beh, lo vediamo chiaramente nei grafici.

Marchio Gucci

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Di recente, tra l’altro, gli investitori hanno ritrovato un po’ di ottimismo. Un aumento del 64% da giugno è stato definito “il più grande rally trimestrale” nella storia della società. Suona impressionante, ma è davvero motivo di entusiasmo o solo un rimbalzo temporaneo?

Per capirlo, vale la pena guardare ad alcuni aspetti chiave:

• Come si è evoluto il prezzo delle azioni nel lungo periodo e cosa lo ha guidato
• Quali sono i veri fondamentali finanziari del gruppo
• Perché la dipendenza da Gucci è sia un punto di forza che una debolezza
• Cosa attende il segmento del lusso nei prossimi anni

La storia delle quotazioni di Kering è una lezione affascinante su come moda e finanza si intreccino in modi impossibili da prevedere.

Storia delle quotazioni e principali traguardi

La storia di Kering è in realtà un racconto di totale trasformazione aziendale. Pochi ricordano che l’attuale gigante del lusso iniziò come azienda del legno in Bretagna.

DataEventoReazione del corso
1963Fondazione di Pinault S.A. – commercio del legnoNessuna quotazione
12.06.1988Debutto in borsa a Parigi~25 franchi
1999-2001La battaglia per Gucci con LVMHAumento del 180%
2004Finalizzazione dell’acquisizione di Gucci per 8,8 miliardi di €Consolidamento ~45€
22.06.2013Rebranding in KeringRimbalzo da 140€ a 200€
2021Picco della pandemia – record di 750€Il culmine della tendenza
2024Minimo a 220€Correzione del 70%

La vera svolta arrivò durante la guerra per Gucci. Ricordo quei titoli di fine anni ’90: Pinault combatteva contro Arnault come in una serie TV. Ogni nuova offerta faceva salire il prezzo delle azji, gli investitori speculavano su chi avrebbe vinto. Nessuno allora poteva prevedere che sarebbe stato l’inizio di un impero.

Due periodi meritano particolare attenzione. Il primo va dal 2013 al 2021, quando le azioni sono cresciute di cinque volte dopo il rebranding in Kering. Alessandro Michele ha preso le redini di Gucci nel 2015 e ha davvero trasformato il DNA del marchio: quelle collezioni colorate, che hanno diviso il mondo della moda, si sono rivelate un successo finanziario.

Alessandro Michele Gucci

foto: fashionbiznes.pl

Il secondo periodo è il drammatico calo del 2022-2024. Il picco a 750€ sembrava una bolla di champagne: tutti pensavano che il lusso sarebbe cresciuto all’infinito dopo la pandemia. Ma la Cina ha rallentato, i giovani consumatori si sono allontanati dall’ostentazione e Gucci ha perso lo splendore di Michele dopo la sua uscita.

Queste oscillazioni mostrano quanto Kering sia legata ai trend culturali. Non è una semplice azienda: qui contano lo zeitgeist, gli umori sociali, perfino la politica asiatica.

Oggi ci troviamo in un punto in cui la storia incontra il presente. Tutti questi alti e bassi hanno plasmato la valutazione attuale.

Cosa guida il prezzo oggi: analisi della situazione attuale

Luca de Meo nel ruolo di CEO dal 15 settembre 2025: è proprio questo cambiamento che oggi sta trainando il titolo Kering. Le azioni sono schizzate del 64% da giugno, quando le voci sulla sua candidatura hanno iniziato a circolare sul mercato. Prima nessuno se lo aspettava, ma ora tutti dicono che era ovvio.

Luca De Meo Blog

foto: worldluxurychamber.com

Per capire la valutazione attuale di circa 284-290 €, bisogna guardare ai numeri:

MetricaValore
P/E12-15
Beta1,2
Rendimento da dividendo4,2%
Indebitamento7,1 mld €

Questi indicatori non sono male, anche se l’indebitamento potrebbe essere più basso. Un P/E in questo range rappresenta una valutazione piuttosto ragionevole per il settore luxury goods.

Il problema con Gucci continua: le vendite sono diminuite dal 4% al 25% anno su anno nel periodo 2024-25. Fa male, perché Gucci è il marchio di punta del gruppo. Ma c’è una nota positiva: il Giappone cresce del 12-18%. Curioso che proprio lì, dove altri brand hanno difficoltà, Kering stia andando molto bene. La Cina è tutta un’altra storia: lì continuano a lottare con il calo della domanda di lusso.

Gucci Blog

foto: vitkac.com

La Milan Fashion Week 2025 ha generato un buzz positivo sui social. Su X sono comparsi commenti come “Kering è tornata in gioco, queste collezioni sono su un altro livello” oppure “De Meo sa il fatto suo – si vede già ora”. Dopo le sfilate, le azioni sono salite del 10-15% in una sola sessione, a dimostrazione di quanto il mercato sia sensibile al sentiment.

Milan Fashion Week 2025

foto: lofficielibiza.com

Il volume degli scambi è aumentato sensibilmente – si vede che gli investitori istituzionali stanno tornando sul titolo. Non tutti sono convinti, ma la maggior parte degli analisti ammette che il cambio al vertice era necessario. De Meo ha esperienza nell’automotive, ma il luxury è un mondo completamente diverso.

Un dividend yield al 4,2% è un buon cuscinetto per chi vuole aspettare i risultati della ristrutturazione. Una beta di 1,2 significa che il titolo reagisce un po’ più forte rispetto al mercato – come si è visto negli ultimi rialzi.

E adesso, cosa succederà?

Prospettive e mosse dell’investitore: quale futuro per le azioni Kering?

Vale ancora la pena guardare Kering? Dopo le recenti oscillazioni del kursu, molti investitori si zastanawiają. La verità è che i marchi di lusso suscitano sempre emozioni in borsa, ma ora abbiamo previsioni e dati concreti.

Scenario di crescita

UBS vede il titolo a 310 euro, e nel migliore dei casi anche a 350 euro entro la fine del 2026. È un’ipotesi piuttosto ottimistica, soprattutto considerando le quotazioni attuali. Sarà fondamentale la ripresa in Cina e l’ulteriore sviluppo delle vendite online. Gucci ha ancora potenziale, deve solo ritrovarsi nei nuovi trend.

Collezioni Gucci

foto: hypebeast.com

Scenario prudente

Dall’altro lato, abbiamo un indebitamento di 7,1 miliardi di euro. È tanto, considerando le attuali condizioni di mercato. Un beta di 1,2 significa anche una volatilità superiore rispetto al mercato nel suo complesso. Se la domanda in Asia continuerà a indebolirsi, potrebbe diventare difficile.

Per l’investitore polacco è importante sapere dove seguire queste quotazioni. Le fonti affidabili sono:

  1. Bankier.pl – hanno ottimi avvisi sui prezzi
  2. Money.pl – analisi tecniche utili
  3. XTB – se già fai trading con loro
  4. Imposta le notifiche a 280 euro (supporto) e 320 euro (resistenza)

I megatrend per i prossimi anni saranno soprattutto il lusso sostenibile e la digitalizzazione. I giovani clienti cercano brand che si preoccupano dell’ambiente. Kering ha qui un vantaggio sulla concorrenza, ma deve saperlo sfruttare al meglio.

Non dimenticare anche la diversificazione del portafoglio. Le azioni dei marchi di lusso sono solo un elemento. Forse vale la pena valutare ETF settoriali invece di singole società?

Monitora gli indicatori chiave, diversifica il rischio e consulta sempre le tue decisioni con un consulente finanziario.

Tomek D.

redattore business

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