Storia di Wimbledon – erba, tradizione e grandi nomi

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Ogni anno mezzo milione di persone si fa strada tra i tornelli dell’All England Club. 548.770 spettatori nel 2024, se vuoi essere preciso. E questi sono solo quelli che hanno ottenuto i biglietti.

Cosa rende la storia di Wimbledon qualcosa di più di semplici partite di tennis? Prima di tutto, l’erba. L’unico Slam giocato su prato naturale, dove la palla rimbalza in modo diverso, più veloce, imprevedibile. Poi tutta quell’atmosfera: il bianco obbligatorio sui campi, le tribune reali, nessuna pubblicità che urla dalle barriere. Qui non ti pubblicizzi, qui ci sei. Oppure no.

Ed è proprio per questo che Wimbledon suscita emozioni. Unisce qualcosa del XIX secolo (il torneo stesso è iniziato nel 1877) al professionalismo di oggi. Non è un museo, ma custodisce le tradizioni come la pupilla degli occhi.

Da dove viene tutto questo? Perché proprio l’erba e il bianco? Quali nomi sono entrati per sempre in questa leggenda? E cosa sta cambiando ora, quando lo sport oscilla tra tradizione e modernità? Di tutto questo leggerai qui di seguito.

Storia di Wimbledon

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Tutto ebbe inizio in modo più modesto, di quanto mogłoby się wydawać. L’All England Croquet Club fu fondato nel 1868 in Worple Road a Wimbledon, e il lawn tennis fu aggiunto solo nel 1876. Gli organizzatori volevano raccogliere fondi per riparare il tosaerba (davvero!), così inventarono un torneo. Il 9 luglio 1877 si presentarono 22 partecipanti e arrivarono circa 200 spettatori. Spencer Gore sconfisse William Marshall 6-1, 6-2, 6-4 e ricevette una coppa del valore di 25 ghinee dalla rivista “The Field”. Semplice. Senza fanfare.

Espansione e trasferimento (1884-1922)

Nel 1884 le donne ebbero la loro occasione, Maud Watson vinse il primo singolare femminile. In quell’anno fu aggiunto anche il doppio maschile. Il doppio misto e il doppio femminile comparvero solo nel 1913.

Fino al 1922 era in vigore uno strano sistema chiamato Challenge Round: il detentore del titolo attendeva in finale il vincitore degli altri partecipanti. Comodo per il campione, noioso per i tifosi. Fortunatamente, questo sistema fu abolito in occasione del trasferimento a Church Road nel 1922, dove il torneo si gioca ancora oggi.

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Dalla televisione all’era Open (1937-1968)

Nel 1937 la BBC effettuò la prima trasmissione televisiva. Poi scoppiò la guerra, il Centre Court fu bombardato nel 1940 e il torneo tornò solo nel 1946.

Il vero punto di svolta fu il 1968, quando furono ammessi i professionisti. L’Era Open trasformò Wimbledon da un evento di club in un fenomeno globale. Ed è proprio questa decisione che fa sì che oggi lo definiamo il più grande torneo del mondo.

Tradizioni, etichetta e erba

Wimbledon non è solo un torneo, è un intero mondo di tradizioni che hanno resistito alle epoche. Alcune oggi possono sembrare eccentriche, ma proprio queste creano quell’atmosfera unica. E, a dire il vero, senza di esse sarebbe semplicemente un altro Slam.

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Il bianco come segno distintivo

Il dress code è davvero molto restrittivo. I giocatori devono indossare un abbigliamento quasi completamente bianco, con dettagli colorati che possono avere al massimo 1 cm di larghezza. Questa regola deriva dall’etichetta vittoriana, quando il bianco doveva mascherare le macchie di sudore (suona piuttosto divertente, vero?). Recentemente è stata introdotta una certa flessibilità, poiché le donne possono indossare pantaloncini scuri sotto la gonna, cosa che prima era impensabile.

Sapori e simboli dell’estate a SW19

Royal Box e il patrocinio reale sottolineano il prestigio del torneo. Le denominazioni “Gentlemen’s Singles” e “Ladies’ Singles” non sono nemmeno casuali. È una questione di tradizione. Nei campi non vedrai pubblicità, il che crea questa immagine “pulita” visivamente.

Ma il vero simbolo sono le fragole con panna. Ogni anno qui si consumano oltre 55 tonnellate di frutta e circa 13.000 litri di panna, in circa 250.000 porzioni. L’effetto “Wimbledon” sulle vendite di fragole nel Regno Unito è misurabile. E la fila? È una cultura a parte. Le persone aspettano tutta la notte per entrare sul campo.

L’erba che plasma il tennis

L’erba di Wimbledon è loietto perenne, tagliato a un’altezza molto bassa. La palla rimbalza bassa e veloce, il che un tempo favoriva il serve-and-volley. Oggi lo stile è cambiato, domina il gioco potente dalla linea di fondo perché i campi sono più lenti rispetto al passato. Tuttavia, questa superficie richiede ancora una tattica diversa rispetto alla terra battuta o al cemento.

Il Wimbledon contemporaneo 2025-2026

Il torneo dello scorso anno è passato alla storia per diversi traguardi rivoluzionari. Jannik Sinner ha sconfitto in finale Carlos Alcaraz ed è diventato il primo italiano a vincere Wimbledon nell’era Open. Iga Świątek? La prima polacca con questo titolo, il che di per sé suona incredibile. Nel doppio maschile hanno vinto Julian Cash e Lloyd Glasspool, nel femminile Veronika Kudermetova con Elise Mertens, mentre il misto è stato dominato da Sem Verbeek e Kateřina Siniaková.

Wimbledon 2025
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I numeri parlano da soli. Sui campi sono passati 548.770 spettatori, e sui social media sono state generate oltre 4 miliardi di impression. Quattro miliardi, con calma.

Montepremi 2026 e disputa sulla ripartizione

Quest’anno l’All England Club ha messo sul piatto una cifra record di 64,2 milioni di sterline. I vincitori del singolare porteranno a casa 3,6 milioni di £ ciascuno, e anche chi perde al primo turno si assicura oltre 80 mila. Sembra fantastico, vero? Eppure, i giocatori hanno dei problemi con questo. La disputa riguarda il fatto che gli atleti ricevono circa il 15% delle entrate totali del torneo, mentre chiedono almeno il 16% più fondi per il benessere dei tennisti. L’argomento torna ogni anno prima di ogni edizione.

Tecnologia e sviluppo

Dallo scorso anno i sistemi elettronici chiamano automaticamente le palle fuori, il che ha mandato alcuni giudici di linea in pensione anticipata. Il torneo 2026 si terrà dal 29 giugno al 12 luglio, con il coprifuoco fissato alle 23:00 BST su tutti i campi. Il Centre Court e il No. 1 Court hanno ovviamente i tetti.

Cosa ancora più interessante, è in corso il Wimbledon Park Project. Oltre 38 nuovi campi e il Parkland Show Court per circa 8 mila posti a sedere, anch’esso con tetto. In futuro le qualificazioni potrebbero svolgersi direttamente sul posto, probabilmente negli anni ’30. Ambizioso, ma l’All England Club ci ha abituati a pensare con decenni di anticipo.

Record, leggende e momenti che hanno definito Wimbledon

Wimbledon non è solo un torneo, è una collezione di straordinarie imprese che probabilmente non verranno mai più ripetute. Alcuni record sono semplicemente impressionanti.

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Il dominio dei maestri

Roger Federer ha conquistato 8 titoli in singolare tra gli uomini, il che suona quasi astratto finché non ci rendiamo conto che si tratta di quasi un decennio di dominio sulla stessa erba. Martina Navrátilová è andata oltre: 9 vittorie in singolare femminile. Ma la vera storia si scrive nel doppio.

Todd Woodbridge ha conquistato 9 titoli nel doppio maschile (principalmente con Mark Woodforde), mentre Elizabeth Ryan ha collezionato 12 titoli di doppio femminile, un risultato che rimane tuttora ineguagliato. Tra l’altro, Ryan non ha mai vinto il singolare a Wimbledon, il che sottolinea quanto il doppio sia una disciplina a sé stante.

Maratona Isner-Mahut (2010)

La partita più lunga nella storia del tennis? Ovviamente a Wimbledon. John Isner contro Nicolas Mahut nel 2010: 11 ore e 5 minuti, distribuite su 3 giorni. Solo il quinto set si è concluso con il punteggio di 70-68 (183 game in totale nel match). Il tabellone dei risultati era praticamente in fiamme.

Wimbledon
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Oggi una cosa del genere non può più accadere Wimbledon ha introdotto il tie-break nei set decisivi. Un po’ si perde la magia, un po’ è un sollievo per i giocatori.

Svolte britanniche

Fred Perry (1936) è stato l’ultimo britannico a vincere il singolare… per 77 anni. Virginia Wade ha spezzato la maledizione tra le donne nel 1977, proprio durante il Giubileo d’Argento della Regina. E poi è arrivato Andy Murray nel 2013 e l’intero paese si è praticamente fermato. Queste vittorie sono qualcosa di più dello sport. Sono un catarsi nazionale.

I record dicono molto, ma le emozioni dicono tutto.

La leggenda che cresce con ogni pallone

Wimbledon non è solo un torneo. È una storia vivente, che ogni stagione riscrive da capo e a cui ogni leggenda aggiunge un nuovo capitolo. Federer con i suoi otto titoli, Serena con il suo dominio, Borg con la sua freddezza glaciale: tutte queste storie si intrecciano in qualcosa di più grande dello sport. È proprio per questo che la gente torna qui anno dopo anno, non solo per vedere il miglior tennis, ma per essere parte di qualcosa che continua.

Czym Jest Wimbledon
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E questo è proprio il punto. La tradizione qui non è un rituale morto, ma un organismo vivente. L’erba, il bianco degli abiti, le fragole con la panna – tutto questo rimane, perché ha un significato. Perché unisce le generazioni di tifosi e giocatori.

Ecco perché Wimbledon rimane unico. Perché sa essere allo stesso tempo passato e presente.

Samm

redazione sport & lifestyle

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