Japan Cup – 2 400 m, record 2:20,3 e ritorno della competizione globale

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L’ultima domenica di novembre 2025, Calandagan ha fermato il cronometro a 2:20,3 e ha fatto qualcosa che nessuno in Europa era riuscito a fare da vent’anni: ha vinto la Japan Cup. Primo trionfo straniero dal 2005, tempo record sull’erba bagnata: è stato il momento in cui tutto il mondo dell’ippica ha rivolto di nuovo lo sguardo su Fuchū.

La Japan Cup è una corsa G1 a invito sull’erba che dal 1981 mette alla prova i migliori cavalli del mondo sui 2.400 metri:

  • Dove: Tokyo Racecourse (Fuchū), periferia della capitale
  • Quando: l’ultima domenica di novembre, inizio alle 15:40 ora di Tokyo
  • Stato: IFHA ha riconosciuto l’edizione 2023 come World’s Best Race dopo la vittoria di Equinox

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Japan Cup – che cos’è davvero?

Perché per due decenni è stato praticamente un campionato giapponese con invito internazionale. I padroni di casa vincevano di volta in volta, mentre gli ospiti tornavano spesso con la consolazione che beh, almeno sono arrivati. La vittoria di Calandagan ha interrotto questa serie e ha dimostrato che la competizione globale è davvero tornata. La prossima edizione del 29.11.2026 si preannuncia quindi completamente diversa.

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Nelle prossime sezioni vedremo qual è il formato e le condizioni di questa corsa e cosa raccontano la storia e la tabella dei record. Perché i numeri sanno sorprendere.

Parametri della gara

Cominciamo dalle basi. La Japan Cup si corre su 2.400 metri in erba, in senso antiorario, all’ippodromo di Tokyo. La partenza è sempre alle 15:40 ora giapponese, l’ultima domenica di novembre (nel 2026 sarà il 29/11). Quanti partenti? Massimo 18 cavalli, di cui fino a 10 possono essere allenati all’estero. Longines sponsorizza l’evento dal 2014, cosa che si nota ovunque.

ParametroValore
Distanza2 400 m
Superficieerba
Direzionea doppio binario
Inizia15:40 JST
Terminel’ultima domenica di novembre
Campofino a 18 cavalli (max. 10 stranieri)
Pula 20251 090 000 000 ¥ (vincitore: 500 000 000 ¥)

Pista di Tokyo

E qui inizia il divertimento. Il circuito misura 2.083 m, la larghezza varia tra 31 e 41 m, il rettilineo finale è di 525 m. Sembra innocuo, ma il diavolo si nasconde nei dettagli: gli ultimi 400 m sono in salita, con un dislivello di +2 m. A metà pista c’è un’altra breve salita (+1,2 m su 60 m). Questo favorisce i cavalli resistenti e quelli che finiscono da dietro; lo sprint sull’ultimo rettilineo richiede forza, non solo velocità.

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Pesi? 58 kg per i cavalli di quattro anni e oltre, 56 kg per i tre anni (per l’emisfero sud si intende la classe 2022). Le femmine ricevono una riduzione di 2 kg. Il sorteggio dei numeri di partenza conta, i numeri interni davano un vantaggio (dati 2014-2024), anche se l’andamento della corsa resta decisivo. Dal 2026 i migliori vincitori di G1 possono ottenere bonus aggiuntivi da 3-5 milioni di dollari.

Pietre miliari

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Japan Cup è partito il 22 novembre 1981 con le tribune piene di curiosi e un’idea non troppo sicura di invitare a Tokyo l’élite mondiale. L’inaugurazione fu vinta da Mairzy Doates, ma solo nel 1984 arrivarono lo status G1 e la prima vittoria giapponese (Katsuragi Ace). Da quel momento la corsa ha iniziato a guadagnare prestigio.

L’anno 2002 fu un’eccezione, perché per una sola volta si corse a Nakayama, 2.200 metri, e vinse Falbrav. Nel 2019 è stato aggiunto il sottotitolo Deep Impact Memorial, per onorare la leggenda dell’allevamento. Il 2023 è il momento in cui IFHA ha definito la gara World’s Best Race, soprattutto grazie al dominio di Equinox. E infine il 2025, quando Calandagan (IRE) ha percorso la distanza in 2:20,3, battendo il record e interrompendo una serie di 19 vittorie giapponesi consecutive (2006-2024).

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Record e dominio

Il finale più lento? 2:28,8 nel 1985, quando la pista era pesante. Il maggior distacco è stato di 9 lunghezze (2003), il vincitore più anziano aveva 7 anni (Jupiter Island, 1986). Yutaka Take ha raccolto trofei ben cinque volte, due cavalli hanno ripetuto i loro trionfi: Gentildonna e Almond Eye. L’edizione controversa del 2010 (retrocessione di Buena Vista dopo 24 minuti di indagine) e la successiva introduzione delle regole Category 1 nel 2013 erano volte a limitare tali confusioni. Il ritorno dei vincitori stranieri nel 2025 è visto da alcuni come la fine di un’era.

Gli ultimi 400 metri

Japan Cup è molto più di un’altra gara nel calendario. È un punto di riferimento, un test globale di forma su una pista che non perdona la debolezza. Quando il vincitore attacca sul rettilineo finale con un tempo di 2:20, sappiamo di assistere ai migliori. E quando questo prestigio torna nel circuito mondiale nel 2025, diventa chiaro che il rettilineo di Tokyo resta una delle arene più impegnative per i cavalli da lunga distanza.

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L’ippodromo di Tokyo richiede non solo velocità, ma anche tattica e resistenza. Gli ultimi 400 metri sono il tratto dove ogni errore si paga caro e ogni secondo conta davvero. Ecco perché i record qui valgono più che altrove.

Ecco perché vale la pena seguire questa corsa. Perché ci dice la verità sulla condizione delle corse.

Tricky 79

redazione sport &