Che cos’è lo stile après ski?

Immagina questo momento: scendi dalla pista per l’ultima volta, il sole sta già tramontando dietro le cime e tu entri in una baita di legno. Il vapore si alza dalle tazze di bombardino, la gente ride accanto al camino. Non è un caso. È una vera e propria cultura. E nasce la domanda: che cos’è lo stile après ski?
In realtà, “après-ski” in francese significa letteralmente “dopo lo sci”. Il termine è comparso negli anni ’50, quando lo sci ha smesso di essere solo uno sport ed è diventato uno stile di vita. E non si tratta solo di divertimento.
Oggi il mercato globale dello sci vale 70 miliardi di dollari e l’après-ski rappresenta il 20-30% di tutte le spese. Questo significa che le persone spendono quasi quanto per ciò che accade dopo le discese, quanto per lo sport stesso. Incredibile, vero?
Che cos’è lo stile après ski? – la febbre dopo una discesa sugli sci!
Perché tutto questo è improvvisamente esploso? Primo: il trend del wellness – tutti cercano un modo per rigenerarsi dopo l’attività fisica. Secondo: la moda sostenibile ha ricevuto una nuova spinta, perché gli outfit après-ski si indossano ovunque. Terzo… Instagram. È innegabile che quelle foto suggestive di montagna robią robotę.

fot. stgermainliqueur.com
Forse sembra una moda passeggera, ma l’après-ski ha già una lunga storia. E non sta affatto invecchiando.
Nelle prossime sezioni scoprirai:
– Come si è evoluta la cultura après-ski, dai rifugi alpini ai resort di lusso
– Quali tendenze fashion definiscono questo stile e perché improvvisamente tutti vogliono sembrare appena scesi dalla pista
– Cosa aspetta l’après-ski in futuro e se sopravviverà alle prossime generazioni
Per capire tutto questo, vale la pena tornare alle origini. Perché questa storia non è iniziata dal lusso, ma dal semplice bisogno di scaldarsi dopo una lunga giornata sulla neve.
Dalle radici alpine a fenomeno globale: storia ed evoluzione

foto: maisonsport.com
Chi avrebbe mai pensato che tutto sarebbe iniziato da un solo bar in un piccolo paese alpino? Nel 1950 a Courchevel aprì il primo vero bar après-ski. In realtà fu una cosa abbastanza spontanea: gli sciatori avevano semplicemente bisogno di un posto dove potersi riscaldare e bere qualcosa dopo una giornata sulle piste.
Anni ’50 e ’60
All’inizio l’après-ski era qualcosa di molto semplice. La gente si riuniva in piccoli locali, beveva vin brulé e raccontava le proprie avventure sugli sci. Ma tutto cambiò negli anni ’60, quando Brigitte Bardot iniziò a frequentare regolarmente le località alpine. Improvvisamente lo sci divenne di moda tra le celebrità e i ricchi. Fu proprio lei a dare a tutto l’ambiente sciistico quel tocco glamour.
Anni ’70 e ’80
Qui le cose si fecero davvero interessanti. Gli anni ’70 furono l’epoca della disco, e anche l’après-ski cambiò. Al posto delle tranquille chiacchiere davanti al camino, c’erano piste da ballo e musica ad alto volume. E nel 1980 a Ischgl si organizzò il primo vero festival après-ski. Ricordo che mia zia raccontava di quei tempi: diceva che a volte si passava più tempo nei bar che sulle piste.
Anni ’90 e 2000
In questo periodo l’après-ski si diffuse oltre le Alpi. Le località negli Stati Uniti, in Canada e persino in Giappone iniziarono a copiare il modello alpino. Ogni posto aggiungeva il proprio tocco locale: in Colorado c’erano bar country, in Giappone i tradizionali onsen dopo lo sci.
Epoca contemporanea e pandemia
Gli anni 2010-2020 sono stati un periodo d’oro per l’après-ski. Le feste diventavano sempre più grandi e spettacolari. Ma poi arrivò il COVID-19. Tra il 2020 e il 2022 la maggior parte dei bar après-ski fu chiusa, e quelli rimasti aperti dovettero rispettare rigide regole di distanziamento sociale. È stato davvero un periodo strano per tutto il settore sciistico.
| Anno | Evento chiave |
|---|---|
| 1950 | Apertura del primo bar après-ski a Courchevel |
| 1965 | Brigitte Bardot rende popolare la cultura dello sci tra le celebrità |
| 1975 | L’introduzione della musica disco nei bar alpini |
| 1980 | Il primo festival après-ski a Ischgl |
| 1995 | L’espansione dell’après-ski verso le località sciistiche nordamericane |
| 2010 | Globalizzazione del fenomeno: après-ski in tutti i continenti |
| 2020-2022 | Le restrizioni pandemiche stanno trasformando le tradizionali forme di incontro |
| 2024 | Piena riapertura dei resort e ritorno alla normalità |
La storia dell’après-ski dimostra come una tradizione locale possa trasformarsi in un fenomeno culturale globale. Da un modesto bar nelle Alpi francesi a un fenomeno mondiale che oggi definisce le vacanze invernali di milioni di persone in tutto il mondo.

foto: vip-chalets.com
Moda, eventi e savoir-vivre: il volto contemporaneo dello stile après ski
La neve scricchiola sotto gli scarponi e dalle finestre del rifugio filtra una luce calda. Si sentono risate e il tintinnio dei bicchieri: è proprio quel momento in cui la giornata sulle piste si trasforma in qualcosa di più. L’après-ski contemporaneo non è più solo relax dopo lo sci. È un vero e proprio rituale, con le sue regole.
Moda
Un buon look après-ski parte dalle basi. Biancheria termica è fondamentale: senza di essa, anche il maglione più costoso non servirà a nulla. Sopra si indossa un maglione in cashmere o almeno in buona lana. Moncler ovviamente è il top, ma anche 4F propone capi validi a prezzi ragionevoli.
Piumino – qui non si scherza. Deve essere caldo, ma anche fare bella figura al bar. Ai piedi moon boots o qualcosa di simile. Sembrano strani, ma sono incredibilmente pratici.

foto: theglamandglitter.com
| Must-have | Prezzo | Aggiornamento di lusso | Prezzo |
|---|---|---|---|
| Maglione di lana (4F) | 180 PLN | Maglione in cashmere (Moncler) | 1 800 PLN |
| Piumino (Reserved) | 299 PLN | Giacca premium (Canada Goose) | 3 500 PLN |
| Scarpe invernali (Decathlon) | 149 PLN | Moon boots (originali) | 890 PLN |
| Berretto di lana | 45 PLN | Cappello di visone | 450 PLN |
La verità è che in montagna conta la funzionalità. Ma se już dobbiamo scegliere, meglio anche avere un bell’aspetto.
Cultura
Vin brulé è un classico a cui non si può rinunciare. Ma attenzione: non tutti sono buoni. Il migliore ha la giusta quantità di spezie e non è troppo dolce.
Bombardino – è la versione italiana della cioccolata calda con brandy e panna montata. Sembra dolce? Perché lo è. Ma dopo una giornata sulle piste, è una vera salvezza.
Fonduta con musica dal vivo – qui bisogna sapersi comportare. Non si infila la forchetta nella pentola come un barbaro. Si fa con stile, lentamente, chiacchierando. La musica deve essere solo un sottofondo, non la protagonista.
Queste tre cose creano l’atmosfera dell’après-ski. Il resto sono solo dettagli.

fot. vogue.pl
Savoir-vivre
Alcune regole di base per non sembrare un turista:
– Gli scarponi da sci si tolgono PRIMA di entrare nel locale. Sempre. Nessuno vuole sentire quel rumore sordo
– Volume delle conversazioni – ricordiamoci che anche gli altri vogliono rilassarsi
– Al bancone non ci si spinge. L’ordine conta
– I vestiti bagnati si appendono negli spazi designati, non sulle sedie
– La musica si paga con una mancia. È una regola non scritta
L’après-ski è una cultura con le sue regole. Puoi adottarla ovunque – basta capire che è molto più di abiti o drink.
In cima allo stile: quale futuro per l’après ski?
Après-ski non è più solo una moda sulle piste. È diventato un vero e proprio business, che unisce culture diverse e staje się sempre più accessibile dla zwykłych ludzi. Tre aspetti sono fondamentali: la forza economica di questa tendenza, il mix di stili provenienti da vari paesi e il fatto che non serve più spendere una fortuna per essere alla moda dopo lo sci.

foto: crystalski.co.uk
Le conclusioni più interessanti? Prima di tutto, l’après-ski genera miliardi di euro ogni anno e non mostra segni di rallentamento. In secondo luogo, vediamo il minimalismo scandinavo fondersi con l’eleganza alpina e il funzionalismo giapponese. Terzo, i brand hanno finalmente capito che non tutti hanno il budget per una giacca da tremila złoty.
Cosa ci aspetta?
I prossimi anni saranno dominati dalla moda invernale sostenibile. Le previsioni parlano di una crescita dell’8,4% annuo fino al 2030 —un dato notevole per il settore dell’abbigliamento. Le persone vogliono semplicemente apparire bene, senza distruggere il pianeta.
“Assistiamo a una rivoluzione nel modo di pensare all’eleganza invernale. Le giovani generazioni cercano autenticità, non solo il prestigio del marchio” – afferma Anna Kowalska, esperta del settore moda.
Compare anche qualcosa di completamente nuovo: le “e-ski lounges” virtuali. Sembra strano, ma immagina di poter sentire l’atmosfera di un rifugio alpino stando seduto a Varsavia. La tecnologia VR si sta sviluppando rapidamente e in Svizzera stanno già testando questi spazi.
Entro il 2030 l’après-ski probabilmente avrà un aspetto del tutto diverso. Più materiali riciclati, tessuti intelligenti che reagiscono alla temperatura e forse persino abiti da noleggiare invece che acquistare.

foto: jasna.sk
Cosa puoi fare già ora?
✅ Controlla se i tuoi abiti invernali possono essere riparati invece di buttarli
✅ Cerca marchi locali che producono in modo etico
✅ Prova i negozi dell’usato specializzati in attrezzatura da sci
✅ Condividi le tue foto con hashtag che promuovono la moda responsabile
✅ Scegli luoghi che rispettano l’ambiente
L’après-ski non è più solo per i ricchi sciatori di Gstaad: è uno stile di vita che ognuno può adattare a sé.
Nadin
redattrice sport & lifestyle
Luxury Blog








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